Il potere del Silenzio – Riflessioni sull’Ego

La notte è senza luna; mi mentto ad osservare il cielo.

Le stelle contemplano il mio essere senza esserne minimamente coinvolte.

Rimango in silenzio, trattengo il respiro per paura di disturbare la fragile atmosfera misteriosa della notte.

Mi rendo immediatamente conto che il silenzio non può esistere nella sua totalità; nelle orecchie il battito del mio cuore sembra un tamburo tribale e antico, fruscii, scricchiolii, suoni di animali furtivi tra gli alberi.

Il silenzio non esiste.

Ricordo quella volta che ho fatto la mia prima immersione subacquea notturna in Polinesia, una volta tuffato nel mare nero come inchiostro mi aspettavo di essere avvolto dal silenzio totale del mare che riposa in assenza di luce ma c’era più vita e attività di quanto mi aspettassi!

A 400 mt sottoterra in una grotta nel monte Cucco durante un’esplorazione speleologica mi sono ritrovato, in un attimo di pausa, lontano dal gruppo, ho spento la lampada frontale ed ho immaginato i confini della grotta, enorme, nella quale mi trovavo. Buio totale, ma non silenzio totale. Lo stillicidio creava un tappeto sonoro onirico, appartenente a mondi dei quali ancora non possiamo far parte… forse…

Anche nel cuore di una montagna non c’è silenzio, il nostro corpo, vive, agisce, vibra!

Dove si cela il silenzio? Quello totale?

Diversi anni fà ho conosciuto un uomo, Andrea Boni, maestro di Anusara Yoga molto proiettato alla meditazione.

Erano anni in cui mi stavo approcciando a questo tipo di pratiche ed incuriosito ho partecipato ad un suo workshop a Siena. Ciò che mi si aprì davanti agli occhi (chiusi) durante la sua meditazione guidata fu una voragine oscura e misteriosa che inizialmente mi spaventò. Deciso ad inoltrarmi in profondità piano piano scoprii che quel mondo oscuro racchiudeva in se probabilmente l’essenza del mio Essere. Come potevo aver paura di me stesso?

Possiamo dimenticarci della nostra natura, ma certamente non possiamo sfuggirle!

E la nostra Natura è Puro Silenzio.

Non il silenzio percepito dai sensi, no, ma quel silenzio denso e pesante, accogliente, caldo, il quale si pò solo sperimentare negli abissi del nostro cuore.

Cosa facciamo una volta raggiunto quel silenzio?

Lo ascoltiamo.

Siamo quindi giunti ad un grande paradosso che ci regala la meditazione: “ascoltare il silenzio”

“é nella natura dello spirito esprimersi creativamente nella forma così come è nella natura del silenzio esprimersi nel suono” – D. Odier, Tantra

Qual’è la nostra Natura? Siamo noi forma, corpo, emozioni, pensieri, azioni?

Abbiamo la possibilità di percepire tramite i sensi una brocca d’acqua, siamo dunque la brocca o colui che la percepisce? Abbiamo la possibilità di percepire il nostro corpo, siamo dunque il corpo o colui che lo sperimenta? quando diciamo: ah… sono stanchissimo! Chi è stanco, il corpo, la mente o colui che ne fa esperienza?

Escludendo ciò che non siamo possiamo arrivare all’Essenza?

Possiamo sicuramente essere il testimone delle manifestazioni che hanno luogo intorno a noi e dentro di noi.

Possiamo osservare senza esserne coinvolti le emozioni, i pensieri, il corpo e le sue funzioni, il respiro, il battito del cuore, i colori di un tramonto, l’odore del mare, la bellezza di una persona amata, l’amore di un padre e una madre…

Non sto dicendo di esserne distaccati nel senso di non vivere più tutto questo, anzi, potendolo osservare come testimone, possiamo godere e sperimentare ancora più in profondità questi aspetti dell’esistenza!

Possiamo osservare il proprio Ego.

Il falso “sè”, colui che ci identifica con il corpo, le emozioni, con l’avere e non con l’essere, il signore incontrastato delle credenze, delle convenzioni, che ci tiene intrappolati nell’ignoranza così da poterci manipolare, colui che ci limita, colui che cela la nostra vera natura a noi stessi.

Ogni volta che affermiamo qualcosa, che giudichiamo, che etichettiamo stiamo ponendo dei limiti a noi stessi e agli altri ed è L’Ego e solo lui il responsabile di questo. (Anche questa è un’affermazione… forse data dal mio Ego)

Chi spesso giudica, consiglia dispensa insegnamenti, afferma di conoscere cosa è giusto o sbagliato è probabilmente in preda al suo Ego o peggio all’Ego collettivo, ancora più potente.

L’Ego ci fa credere di avere la conoscenza quando in realtà non sappiamo proprio nulla.

Come possiamo affermare di sapere cosa è giusto o sbagliato quando non sappiamo neppure distinguere se sta parlando il nostro cuore o il nostro Ego?

Da dove nasce questa arroganza?

Incosapevolezza della nostra Natura?

Un primo passo verso il “ricordo” di Essa può essere imparare ad Ascoltare e stare in silenzio.

Provate ad ascoltare cos’ha da dirvi il silenzio, lentamente percepirete una voce molto potente, quella del cuore.

 

Libri consultati:

Sally Kempton, “Il risveglio della Shakti”

Renè Guènon,  “L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta”

Eckhart Tolle, “Il potere di adesso”

 

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